TANTRISMO SAKTA e KAULA

SAKTHI significa forza, potenza, energia femminile, è la manifestazione femminile del divino. La venerazione delle varie forme di Shakti è largamente diffusa in India.

Nel Tantra l’aspetto femminile della realtà divina rappresenta il sapere nel senso della saggezza (in sanscrito vidya).

La vera adorazione della Dea implica conoscenza, non si tratta semplicemente di adorazione esteriore, piuttosto di un’intima adorazione assimilabile alla meditazione. La meditazione sulla Dea è una forma di indagine spirituale, uno strumento per acquisire la vera conoscenza, intesa come comprensione integrale della realtà. Non è l’adulazione delle forme e delle qualità femminili. Accedere alla conoscenza superiore significa entrare nel corpo della Dea e rinascere spiritualmente. Entrare in contatto con la Madre Divina e avere una relazione personale con le sue potenze ci permette di scoprire gli stadi della nostra personale trasformazione interiore.

Dasha Mahavidya significa “Dieci Grandi Conoscenze”. Le Dee rivelano il meccanismo interno dell’universo e della psiche. Rappresentano le verità più profonde, le verità celate dal nostro attaccamento alle forme esteriori. I loro messaggi sono inebrianti e spaventosi, rappresentando la vita stessa, ma sempre istruttivi, specialmente se si cerca consapevolmente di trascendere la dimensione ordinaria.

Il primo chiaro riferimento alle Dieci Dee di Saggezza si trova nello Shiva Purana. Dai Veda ai Tantra vi è una linea ininterrotta di insegnamenti mantrici e meditativi che pongono al centro la Dea.

La Dea, che rappresenta la creazione a tutti i livelli, possiede questa stessa diversificazione espressa nelle sue Dieci Forme di Saggezza (Dasha Mahavidya), e nelle loro differenti funzioni:

Kali: la Dea della trasformazione

“Om: Vittoriosa, Kali benefica e di buon auspicio, tu che trasporti un teschio, sei liberazione, perdono, pace, sostegno di ogni cosa, offerta divina e ancestrale. Omaggi a Te! Sii vittoriosa, o Dea che tutte le passioni distruggi! Sii vittoriosa, tu che elimini i dolori di tutti gli esseri! Sii vittoriosa, Dea che tutto pervade. Come la buia notte del tempo, omaggi a Te!” – VI Mahatmya, Argala Stotra 1-2, Markandeya Purana

Tara: il Verbo Salvifico

“Tu che sei la signora della parola, la vite rampicante che soddisfa i desideri del devoto, tu che accordi il compimento di ogni impresa, ovunque adornata di perfetta prosa e poesia, tu che concedi la realizzazione. Tu che possiedi tre occhi, come il fiore di loto blu in boccio, che sei un oceano di misericordia, spargi, ti prego, la tua grazia sulla nostra visione, come una pioggia immortale di benedizioni.” – Otto Versi in lode a Tara, (Tarashtakam) 2

Tripura Sundari: la bellezza dei Tre Mondi

“Colei i cui occhi sono simili a fiori di loto in boccio, che è scura come una nuvola autunnale carica di pioggia – noi prendiamo rifugio nella moglie di Shiva, che possiede tre occhi, Tripura Sundari, la Dea della bellezza dei tre mondi. Colei che abita in una foresta di beatitudine, i cui ornamenti mandano scintille d’oro, che indossa una collana di splendide perle, la cui bocca è bagnata di vino, che elargisce somma compassione. Colei che ha occhi immensi e viaggia libera per il mondo – noi prendiamo rifugio nella moglie di Shiva, che possiede tre occhi, Tripura Sundari, la Dea della bellezza dei tre mondi.” – Shankaracarya, Tripura Sundari Stotra

Bhuvaneshvari: la Regina dell’Universo

“Tra le migliaia di Shakti che, serbando la ricchezza delle perfezioni compiute, giocano nei tre mondi, Tu Bhuvaneshvari, Regina dei Mondi, hai il potere della visione che oltrepassa le loro stesse potenze complete, essendo tu creatrice, preservatrice e distruttrice dell’universo.” - Ganapati Muni, Uma Sahasram 7.3

Bhairavi: la Dea Guerriera

“Colei che ha il colore del Fuoco, risplendente dell’ardente potere di Tapas, celata nell’ambito frutto delle azioni, in lei prendo rifugio, la Dea Durga. Omaggi alla meravigliosa salvatrice che accorda liberazione. Fuoco, liberaci e rendici nuovi, mentre attraversiamo le pene che conducono alla guarigione. Sii per noi una vasta e prospera città che dona pace e felicità alla progenie del lavoro creativo. Fuoco, Conoscitore di tutte le nascite, come un battello che attraversa il mare portaci a superare tutte le difficoltà. Come il sole, cantando con la mente, risvegliati come protettore del nostro essere” -Mahanarayana Upanishad, Durga Sukta 2-4

Chinnamasta: la Coscienza oltre la mente

“Le sue mani non hanno braccia, la sua bocca non ha volto. Ella è l’occhio del cieco. Senza mano modella, senza mente conosce, senza occhio vede. E’ la suprema mano della mano, la meravigliosa coscienza della mente, l’occhio all’origine dell’occhio. Benchè la sua testa sia mozzata, è il sostegno della vita. Benchè il suo aspetto sia spaventoso, elargisce pace. Benchè sia solo una ragazza, ci rende forti.”

- Ganapati Muni, Prachanda Chandika 9-11, 14

Dhumavati: lo Spirito della Nonna

“Percepita come il Vuoto, come la forma evaporata della coscienza, quando tutti gli esseri addormentati sono dissolti nel supremo Brahman, avendo divorato l’intero universo, i poeti veggenti la chiamano la più gloriosa e la più anziana, Dhumavati. Ella esiste, nelle creature immerse nell’illusione del mondo, nelle forme di sonno, carenza di memoria, illusione e ottusità, ma per gli yogi ella è il potere che distrugge il pensiero, il Samadhi stesso.” – Ganapati Muni, Uma Sahasram 38.13-14

Bagalamukhi: il Potere Ipnotico della Dea

“O Madre, il potere di fermare ogni cosa, nel microcosmo e nel macrocosmo, è il tuo singolo grande potere di Bagala” – Ganapati Muni, Sahasram 38.17

Matangi: l’Enunciazione del Verbo Divino

“Madre Matangi, la tua pelle ha il colore scuro dello smeraldo, tu che dimori nella foresta della beatitudine, colma di gioia, posa su noi il tuo sguardo gentile. Vittoria alla figlia di Matanga, che ha il colore di un fiore di loto scuro, vittoria al nettare di tutti i canti, vittoria a lei che ama il suo giocoso pappagallo.” – Shyamaladandakam 3-4

​Kamalamika: la Dea del Loto della Gioia (la Lakshmi tantrica)

“Adoriamo  Lakshmi, che ha la natura della pace suprema e lo splendore dell’oro puro, la cui forma è radiosa, dedorata con ornamenti d’oro zecchino. Adoriamo Lashmi che regge un calice d’oro e un fiore di loto dorato; le sue mani elargiscono oro, ed è il potere originale, la Madre di tutti, che dimora eternamente al fianco di Vishnu.”

- Lakshmi Dhyanam

Tratto da "Tantra Yoga" - David Frawley

Per approfondire la conoscenza delle Dasha Mahavidya potete contattarci inviando una mail a tantrapalermo@gmail.com

Il termine Kaula è formato da Kula= Shakti e Akula= Shiva. Kaula è la relazione tra Kula e Akula, vale a dire l’unione armoniosa di Shiva e Shakti.

Il Kularnava Tantra è uno dei testi più importanti della tradizione Kaula, viene considerato un’autorità nella letteratura tantrica. Il libro, che è degno d’attento studio da parte di chi vuole comprendere i principi e la pratica della via tantrica , si presenta in forma di dialogo tra il Signore dello yoga, Shiva, e la sua Shakti, la Madre dell’universo. Il Kularnava Tantra è dedicato all’aspetto superiore di Shiva, chiamato Ardhanarishvara. Questo aspetto riunisce in un’unica forma Shiva e Shakti, e rappresenta l’unione dei principi maschile e femminile, ida e pingala (ha-tha). Ogni capitolo è chiamato ullasa o beatitudine, in riferimento al nettare divino di cui gode chi partecipa all’unione di Shiva e Shakti.

Il Tantra è una guida alla liberazione spirituale ‘senza i limiti e le costrizioni’ della religiosità sociale. Il significato dei testi può sembrare a prima vista palese, ma la maggior parte di essi usa un linguaggio che va interpretato, vissuto e realizzato a livelli differenti di coscienza. Secondo la tradizione, ogni cosa ha un significato fisico, sottile e trascendente, e la Devi con la Sua maya può confondere o illuminare. Si dice che la persona non pura, con una mentalità animale (pashu), sia predisposta a fraintendere il significato dei testi. La comprensione del linguaggio ermetico dei testi si trova andando alla radice della filosofia tantrica, nella pratica dello Yoga in cui si realizza che non esiste Shiva senza Shakti, perché il vero yoga è la realizzazione dell’unità di tutte le cose.

Il Tantra cerca di armonizzare i diritti dello Spirito con quelli della Materia. Il principio alla base del Tantra è di non rifiutare nulla di ciò che Dio ha creato, di utilizzare ogni mezzo per elevare la coscienza umana al Divino. Esorta l’uomo ad essere consapevole del raro privilegio che gli è stato accordato, vale a dire la nascita umana, nella quale prendendo coscienza di sé gli si offre la possibilità di scegliere tra il ristagno e la rapida realizzazione della propria divinità. Egli viene ammonito a non perdersi nei vortici degli eccitamenti e dei piaceri transitori, ed è anche messo in guardia sulle tante false vie che abbondano in questo mondo.

Trasmessa oralmente nella lunga catena ininterrotta della tradizione sacra, la dottrina Kaula è quella suprema, la più protetta dallo sguardo degli empi e di chi non ha i requisiti necessari, è la via più segreta. Non tutti possono accedere alla conoscenza Kaula; prima che la sua verità possa essere rivelata bisogna aver maturato alcune condizioni, in cui ci si libera degli elementi deformanti dell’ignoranza e dell’ego. La conoscenza kaula si rivela a chi ha purificato la coscienza, a chi è calmo, attivo nelle vie dello spirito, a chi è dotato di umiltà, a chi è dedito alla verità.

Tratto da "Kularnava Tantra" La via dell'Estasi

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