“Con il termine Yoga, che tradizionalmente viene fatto derivare dalla radice sanscrita Yuj (unire, legare), si indica una tecnica di ascesi, un metodo di contemplazione che porta al progressivo distacco dalla realtà transeunte e ha come fine supremo l’unione mistica con l’Assoluto.

Lo yogin può penetrare nelle forme più segrete della materia e dell’universo, percepire la natura della mente e giungere a cogliere il pensiero creatore che viene definito divino.

Accanto allo yoga classico, che deve la sua formulazione a Patanjali, esistono altre forme di Yoga come quelle di struttura magica e mistica; e proprio a queste forme la Siva-samhita fa riferimento.

Scopo comune a tutte le dottrine indiane è la liberazione dell’uomo dalla sofferenza: differiscono i rimedi proposti.

Lo Yoga mira all’arresto delle fluttuazioni mentali, alla quiescenza di tutti i modi e funzioni della mente. Occorre svuotare la mente e per riuscirvi si deve seguire un cammino progressivo che comprende apprendere posizioni (asana) adatte alla meditazione, dal momento che una posizione errata non può mantenere tranquilla la mente; tali posizioni devono essere accompagnate da contrazioni muscolari (bandha), da processi psicofisici o gesti (mudra) e da purificazioni (kriya), controllo del respiro (pranayama).

I metodi di controllo del corpo e della mente sono oggetto dello hatha-yoga, che può essere considerato una sintesi di Yoga e Tantra.

Infatti il Tantrismo, che costituisce una tappa nell’evoluzione di tutte le principali religioni indiane e che si accompagna ad una rinascita dello Saktismo, adotta gli esercizi dello Yoga, a sua volta influenzandolo notevolmente.

La metafisica tantrica considera la realtà assoluta come l’unione di tutte le dualità e polarità reintegrate in uno stato di assoluta unità; la creazione e il divenire rappresentano la rottura dell’unità primordiale e la separazione dei due principi supremi Siva e Sakti. La realtà suprema è coscienza pura e da essa procedono il mentale e la materia.

La coscienza pura è Siva, unito alla sua Sakti (potenza, energia), che è la Grande Devi, la madre dell’universo. Essa risiede come forza vitale (Sakti-Kundalini) nell’uomo stesso, nel centro (cakra) più basso, il muladhara, posto alla base del midollo spinale, mentre Siva si realizza nel più alto centro cerebrale, il sahasraracakra. Lo scopo del rituale tantrico è proprio quello di ottenere l’unione di Siva e Sakti nel corpo e nella mente del praticante, che così riesce a ristabilire in sé lo stato dell’universo prima della creazione.”

Tratto da SIVA-SAMHITA - LO YOGA RIVELATO DA SIVA

Il Tantra Yoga offre un approccio unico che si concentra sull’uso della nostra più profonda sorgente di energia: l’energia sessuale, la forma più potente di energia nell’essere umano, manifestazione ed espressione di Shakti, principio divino femminile, anche chiamata Kundalini Shakti.  Il corpo viene considerato come un tempio in cui giace dormiente questa forza immensa che attraverso pratiche specifiche può essere risvegliata ed incanalata.

 

Dunque la sessualità ho un posto speciale nella pratica del Tantra Yoga, ma non si basa solo su di essa. Il Tantra Yoga si interessa a tutte le energie e le manifestazioni della Natura, incluso il corpo e la sessualità, così come dello Spirito. Da questo punto di vista tutto può essere usato come uno strumento di evoluzione spirituale: il cibo, la Natura, la mente, le emozioni e così via.

Solo attraverso l’uso consapevole di questi strumenti possiamo realizzare la nostra evoluzione, fisica, mentale e spirituale.

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